Ezio Dacome, conosciuto come Edi, nasce a Zurigo, nel cantone tedesco della Svizzera, da genitori italiani: sua madre è friulana e suo padre è veneto. Cresce frequentando le scuole dell'obbligo in Friuli, sotto l'attenzione dei suoi nonni materni. Fin da giovane, mostra una chiara inclinazione per l'arte; il suo primo dipinto a olio, raffigurante una radura sulle rive del Tagliamento, viene realizzato all'età di 16 anni.
Successivamente, decide di perseguire la sua passione iscrivendosi all'Istituto Statale d'Arte di Udine, nella sezione di grafica pubblicitaria e fotografia. Dopo aver ottenuto il diploma, si trasferisce a Milano, dove frequenta l'Istituto Europeo di Design grazie a una borsa di studio, completando così il suo percorso di studi.
Durante gli anni trascorsi a Milano, lavora presso uno studio professionale dove si occupa del packaging di vari prodotti di largo consumo, tra cui il tonno e le insalatissime Rio Mare, il pandoro Alemagna, la linea cosmetica Visconti di Modrone, i prodotti Nelsen, lo spumante Maschio dei Cavalieri e altri ancora. Partecipa attivamente alla progettazione grafica delle confezioni, occupandosi del lettering, dei fondi e dei primi piani.
Dopo un periodo in cui la sua vena artistica rimane sopita, decide di trasferirsi a Roma e aprire la sua agenzia. È in questo periodo che fa la conoscenza di Saverio Polloni. La sua passione per la pittura ritorna in primo piano, con dipinti che hanno come protagonisti gli animali, inseriti in ambienti naturali, come la lupa nel bosco, il giaguaro sul tronco o l'aquila che si alza in volo dal nido.
Tuttavia, la sua vera svolta arriva con l'incontro, purtroppo breve, con il Maestro Pier Augusto Breccia. Questo incontro ispira in Edi l'intuizione di esprimere sulla tela la contrapposizione tra ordine e caos, apparire ed essere, bianco e nero. Questa contrapposizione viene accentuata dall'introduzione di un elemento nuovo: la terza dimensione, non solo dipinta ma reale. Una parte del volto esce letteralmente dal supporto monodimensionale, con naso, bocca, capelli e occhi visibili.
Nonostante ciò, Edi si impegna sempre affinché nel suo lavoro si percepisca una solida competenza tecnica, evitando l'eccessiva concettualizzazione tipica di molta pittura contemporanea.